Dott. Antonello Alessio
Ordine dei Tecnologi Alimentari di Calabria e Basilicata
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venerdì 4 novembre 2011

Chiarimenti necessari sulla storia del latte scaduto e rimesso in commercio

E' necessario fare chiarezza su una falsa notizia che sta, ormai da tempo, creando inutili allarmismi da parte dei consumatori: la storia parla di un procedimento legale secondo il quale le confezioni di latte scaduto vengono riimmesse nel mercato  dopo un ulteriore processo di pastorizzazione del latte. Per dimostrare la veridicità della tesi si fa riferimento ad un numero o una serie di numeri consecutivi stampati esternamente nel fondo della confezione in tetrapack del latte. Ricordiamo che in Italia ri-pastorizzare il  latte scaduto è un atto illecito e nessun produttore di  latte è autorizzato a tale pratica. 
Le cifre stampigliate sul fondo della confezione del latte ( il Tetrapak ) non sono altro che il numero della bobina che ha stampato la medesima o il sistema di rintracciabilità utile a risalire a quale uggello della macchina di confezionamento ha dato vita alla singola busta.


Ecco testi originali dei due messaggi ingannevoli attualmente in circolazione:

MESSAGGIO  n° 1

“Il latte ha una scadenza. Il latte scaduto non venduto viene mandato di nuovo al produttore che PER LEGGE può effettuare di nuovo il processo di pastorizzazione a 190 gradi e rimetterlo sul mercato.
Questo processo PER LEGGE può  essere effettuato fino a 5 VOLTE.
Il produttore è obbligato a indicare quante volte è stato effettuato il processo, e in effetti lo indica, ma a modo tutto suo, nel senso che chi si è mai accorto che il latte che sta bevendo è scaduto e ribollito chissà  quante volte? Il segreto è guardare sotto il tetrabrick e osservare i numerini.
Ci sono dei numeri 12345. Il numero che manca indica quante volte è scaduto e poi ribollito il latte.
ES. 12 45 manca il “tre”: scaduto e ribollito 3 volte.
Ma non finisce qui, perché in uno scatolo da 12 buste ci saranno alcune buste dove manca il numero e altre dove ci saranno tutti i numeri.
Attenzione tutto lo scatolone avrà  ricevuto questo trattamento. In questo modo le aziende si arricchiscono, riciclando di fatto il latte scaduto, e chi ne paga le conseguenze siamo noi che di fatto beviamo acqua sporca.
DIFFONDETE.”

MESSAGGIO  n° 2


  “Il latte in cartone, quando non è venduto dopo un determinato termine di tempo è rispedito in fabbrica per essere pasteurizzato un’altra volta…Questo processo può ripetersi fino a 5 volte, cosa che conferisce al latte un sapore diverso da quello iniziale, aumentando la possibilità di cagliare e riduce significativamente la sua qualità, nonché anche il valore nutritivo diminuisce…
Quando il latte ritorna sul mercato, il piccolo numero che vedete dentro il cerchietto nel file allegato viene modificato.
Questo numero varia da 1 a 5.
Sarebbe conveniente comprare il latte quando il numero non supera il “3″. Numeri superiori comportano una diminuzione nella qualità del latte. Questo piccolo numero si trova nella parte inferiore del cartone; se compri una scatola chiusa, è sufficiente controllare uno dei cartoni, tutti gli altri avranno lo stesso numero.
Ad esempio: se un cartone ha il numero 1, vuol dire che è appena uscito dalla fabbrica; ma se ha il numero 4, significa che è già stato pasteurizzato fino a 4 volte ed è stato rimesso sul mercato per essere venduto…”


In merito è intervenuto il Dottor Denis Avanzi, Responsabile Qualità R&S – Centrale del latte di Torino & C Spa – spiegando che è si possibile che i contenitori del latte riportino dei numeri sul fondo del pacchetto e che il significato di questi numeri può variare a seconda della tipologia del prodotto e dell’azienda produttrice, ma che in ogni caso sono impiegati per favorire o garantire la rintracciabilità del prodotto o dei contenitori utilizzati.
Il Dottor Avanzi cita due esempi concreti per smentire questa bufala:
  1. nel caso del latte fresco pastorizzato il numero stampato sul fondo si riferisce al dosatore della macchina di confezionamento (ogni macchina ha 4 dosatori, quindi è normale trovarne uno di questi). Se un consumatore dovesse segnalare un’anomalia, mediante questo numero si risale al dosatore utilizzato per riempire il pacchetto. Per quanto riguarda il numero delle pastorizzazioni la normativa in vigore è molto chiara: si può commercializzare solo latte fresco pastorizzato che abbia subito un unico trattamento termico, a partire dal latte crudo.
  2. nel caso del latte UHT (a lunga conservazione) il numero, se è presente (e non è detto che lo sia) viene impresso dalla cartiera della Tetra Pak (azienda che fornisce i contenitori).
    Anche in questo caso è utile per garantire la rintracciabilità dei contenitori. Infatti il numero (da 1 a 5) si riferisce al taglio della bobina originaria (ogni bobina viene tagliata in 5 strisce).



fonte: codacons piemonte

3 commenti:

  1. Ho letto anch'io questa notizia su facebook e la cosa mi ha alquanto turbato ....

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  2. Ho una domanda...si parla del latte in busta..ma è valido anche per quanto riguarda il latte in bottiglia di plastica? cioè i riferimenti che le figure mostrano è possibile riscontrarli anche in questo tipo di confezione? grazie!

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  3. Dott.Antonello Alessio5 novembre 2011 12:33

    @alessia: ovviamente ogni produttore può scegliere liberamente come identificare il prodotto o il contenitore e come mantenere la tracciabilità dello stesso, fermo restando che il lotto di produzione è altra cosa.

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